Se la forza si dicesse Africa. Frammenti di viaggio.

Purtroppo non trovo altre immagini (questa è mia, scattata col cellulare) che descrivano bene il mio breve viaggio in Sud Africa. Come scrivevo su Facebook non ho portato la macchina fotografica. Ma visto che molti amici si sono dimostrati curiosi cercherò di tirare fuori le impressioni dalle punte delle dita. Allora no, niente purtroppo. Si scrive.

L’Africa ti resta appiccicata addosso. Nessun ricordo da vacanza. La maggiorparte dei giorni li ho trascorsi con amici, all’interno di un auditorium, per partecipare alla conferenza d’arte cristiana, improvvisando coreografie e cercando di donare il carattere di quello che siamo fra molte differenze. Per questo le mie impressioni sono molto forti. Perchè non c’è niente di più intenso dell’arte e dell’amicizia. La mia permanenza è impregnata di sapori nuovi, di volti, di colore e di inflessioni insolite per il mio inglese made in USA. Sa di Rooibos tea, di hamburger con le cipolle, di pollo speziato, di patatine alla paprica, di noccioline, di arance succose e di carne essiccata.

Quando visiti un luogo e ti fai attraversare dalle cose che incontri, l’essenza ti resta dentro e ti parla a distanza, spiegando quel che hai visto laggiù. Anche se hai guardato distrattamente o se hai ascoltato senza comprendere in un primo momento, tuttavia inconsciamente hai raccolto. In questo momento mi sento forte. Cerco l’essenziale, riconosco con più chiarezza quello che è superfluo e rifiuto ciò che mi disturba. E questa lucidità mi sorprende come il più inatteso dei cambiamenti. Un magnifico dono davvero cara Africa. Se potessi dare un’immagine mentre realizzo questo sarebbe quella di una distesa arida, erbosa, con grandi alberi bruni distanziati. Fiori magnifici che crescono sugli stecchi bruciati qui e li. La savana. La savana ha la forza dell’essenziale. Puoi sentire la vita che lotta, nonostante l’apparente desolato silenzio.

L’aridità della vegetazione in questa stagione invernale, le severe recinzioni sui muri delle case, la temperatura fredda e la secchezza dell’aria. Un impatto inatteso col brillare del sole. Tante domande, tanta musica, tanta danza, tanta disponibilità. Arte come un respiro. Per raccontarvi il mio viaggio dovrei presentarvi le persone ad una ad una. Perchè sono loro l’arte che ho incontrato.  Una miscela perfetta fra disciplina e dolcezza, fra forza e semplicità. Si quasi tutte le persone che ho incontrato del posto avevano questo in comune. Prima fra tutte la splendida e generosa famiglia che ci ha ospitato. Siamo stati accolti con con grande premura ed interesse da tutta la comunità. Nessuno si è risparmiato per aiutarci visto che eravamo fra i pochi gruppi nuovi alla conferenza ed al Sudafrica. Nessuno si è risparmiato nonostante tutti fossero completamente impegnati nei servizi della conferenza: servire, cucinare, accogliere, trasportare, informare, suonare, danzare o dipingere. Uno sciame di api, una colonia di formiche operose. Nessuno si è risparmiato e questo zelo è stato come un’onda che travolge. Il suo suono rimane dentro a lungo. Lo conservo gelosamente. Sa di vita e di passione.

Come per magia laggiù ci siamo fusi con un gruppo di americani così da confonderci con loro e non riconoscere più la differenza. Se ci penso con la testa non capisco. Ma è successo. Abbiamo trascorso insieme solo gli ultimi due giorni ma…Nessuno ci potrà più dividere. Con tutti loro indistintamente. Danzatori, musicisti, attori. Non importa. Figlio di Dio. Se ci penso con la mente non capisco. Ma si, col cuore.

Ho l’impressione ancora… di aver lanciato un filo lunghissimo con un piccolo gancio in fondo. Ha attraversato l’Africa lungo il parallelo e si è fermato qualsi sulla punta. Adesso il filo è teso e possiamo tornare camminando sulla punta dei piedi.

ps: Metterò altre foto in bassa qualità  sulla pagina Artoleria. Spero possano farvi piacere.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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8 Commenti

  1. Pubblicato 12 luglio 2013 alle 16:10 | Link Permanente

    Con il cuore si vive, si fa amicizia, si portano e si custodiscono i migliori ricordi. Grazie a te per la tua condivisione aspetto il resto. Ciao

  2. Pubblicato 12 luglio 2013 alle 20:55 | Link Permanente

    Ho letto questo post una prima volta velocemente, poi una seconda soffermandomi sulle parole, la terza, sulle emozioni.
    Hai scritto questo racconto di viaggio con tutta te stessa, senza risparmiarti e condividendo senza remore le tue sensazioni. Tu hai scritto dopo essere stata in Africa ed io, grazie a te, ci sono stata ugualmente, con l’immaginazione.
    Il tuo è stato un viaggio dell’anima e del cuore, più che un viaggio fisico. Ma è questo che rende il tuo post speciale e prezioso: ci racconti la tua emozione, il tuo stare assieme senza se e senza ma, la tua esperienza di coinvolgimento totale. E nonostante le ore (immagino tante) trascorse al chiuso, l’Africa, la sua forza, è entrata comunque in te.
    Anche la tua foto scattata con il cellulare parla del continente nuovo (oh, quanta energia c’è laggiù! Quanta voglia di mettersi in gioco, di recuperare tempo ed occasioni!), i fiori rossi che incredibili sbocciano sulla cima di rami spogli, la forza della vita che esplode nonostate tutto… Aspetto altri tuoi post, mi piace moltissimo come scrivi e se fossi in te, non perderei questo dono, tra un post creativo e l’altro una pausa più intimista ci sta proprio bene…

    • Pubblicato 15 luglio 2013 alle 00:32 | Link Permanente

      Claudia un grazie speciale per aver nuovamente condiviso le tue impressioni così chiare. Sentire queste parole da te che sei così attenta ai viaggi, che scrivi di viaggi è davvero un privilegio. Per questo penso che accolgierò il tuo suggerimento, mi spinge nella direzione che più mi viene spontanea. Perchè scrivere dal flusso interiorie dei pensieri dopo esperienze molto forti è stata la mia prima passione in adolescenza. Come frenarla? Un abbraccio stretto!

  3. Pubblicato 13 luglio 2013 alle 11:13 | Link Permanente

    Non sono mai stata in Africa ma credo che esista un legame tra l’uomo e quel continente che va al di là di tutto, si lega alla nostra genetica. Essa rappresenta la nostra origine e il fascino della Vita intesa nella sua essenza, dell’Essere, dell’Esistere.
    Tu hai sentito tutto questo. E’ una calamita.
    Che esperienza hai vissuto con le persone, quando il tempo non c’è la le emozioni si tutto si dilata e gli affetti crescono come fiori in primavera. Sono legami che difficilmente si sciolgono, anche se c’è la distanza e sono poche le occasioni per risentirsi.
    Bello, adoro leggere le tue emozioni e di certo non voglio perdermi le foto.. che importa se sono “a bassa qualità”, è solo una questione fotografica.

    • Pubblicato 15 luglio 2013 alle 00:33 | Link Permanente

      Si hai colto tutte le essenze Laura <3
      Le foto scorreranno sulla pagina penso. Almeno so che avrò un’anima bella ad apprezzarle :P

  4. Pubblicato 14 luglio 2013 alle 20:35 | Link Permanente

    Ma che dirti dopo queste parole, pure io ho letto il post 3 volte, mi sei entrata dentro il cuore….l’Africa sono stata un paio di anni fa, ed è rimasta per sempre con me!!
    e te…che dirti SEI SPECIALE!!!
    un abrazo grande
    Anabella

    • Pubblicato 15 luglio 2013 alle 00:35 | Link Permanente

      Anabella sei sempre affettutosa con me! E in più abbiamo un’altra cosa in comune: l’Africa :D Mi sa che quando ci incontreremo parleremo tanto tanto…

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