La teoria delle rane gialle e i fiori tropicali che preferisco

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Probabilmente vi state domandando che cavolo di titolo sia questo. Arrivo al punto in un momento.

E’ stato un periodo difficile quello trascorso. Preferisco parlarvene in un altro momento, nel prossimo post. Oggi parto dal culmine di quel ragionamento e vi dico come ho fatto a superare una specie di blocco, che ho avuto mentre cercavo di ricominciare in modo nuovo senza perdere il filo. Sí ho perso il filo. Sí lo ho anche ritrovato.

Tutta colpa o virtù della teoria delle rane gialle!  È una mia invenzione solo nel nome. Una piccola cosa che mi ha lasciato uno dei professori di didattica sperimentale all’università. Non c’entra niente con la didattica né con la pedagogia, ma si adatta a tutto quello che vogliamo realizzare, studiare e intraprendere. Un consiglio di stile di vita. Non ricordo neppure l’argomento ma so per certo che l’insegnante nel bel mezzo della lezione, esordì dicendo: “qualunque cosa desiderate fare con questo titolo di studio, focalizzatevi su un argomento e portatelo al massimo. Volete conoscere le rane gialle? Bene, dovete essere i massimi esperti di rane gialle che esistano al mondo. Dovete sapere tutto delle rane gialle…!

Non so come, a me quella rana gialla è rimasta in testa come un chiodo. Pensate che abbia seguito il suo consiglio? Assolutamente NO!!  Come la maggior parte degli studenti universitari “tuttologia approfondita”, ho speso il mio tempo in una tesi  – interessantissima! – che è finita nel cassetto. E così con tutti i mestieri che ho fatto, anche durati anni. Un po’ per noia un po’ per non correre il rischio di restare a piedi mentre il mercato del lavoro si evolveva.

Nel momento però in cui mi sono trovata a chiedermi come proseguire questo bellissimo mestiere creativo che mi sono inventata e riconoscendo di essermi appassionata alla carta, alla sua leggerezza, alla decorazione in verticale e ai backdrop, agli origami, al colore e alla magia del piegare e scoprire nuove forme… ma anche pensando di avere mille altre possibili strade davanti… quella piccola, impertinente e scivolosa rana gialla è uscita dalla mia testa e mi ha detto BASTA.

Basta, non esplorare oltre, vai in profondità.

Può sembrare una banalità ma il mondo della creatività, del blogging, del fai da te, dei progetti più o meno utili e creativi, può portare a toccare tantissime tecniche per voler mostrare qualcosa di diverso. Ma se in una prima fase si può sperimentare, cercando la propria strada o per aggiornare il proprio stile e renderlo attuale. Ad un certo punto per crescere è necessario appassionarsi ed entrare in una nicchia, padroneggiare una tecnica tanto quanto basta per iniziare ad essere veramente creativi, ad evolversi, a trovare nuove strade mai battute, al suo interno. E poi magari da li andare oltre un po’ per volta e aggiungere. In questo modo nasce una ricerca e la possibilità di essere unici nel proprio percorso. Non trovate? (Penso che così si possa trovare anche il come lo fai che ti distingue, di cui scrive molto bene Gioia Gottini qui) Ma anche la libertà di incoraggiare chi ha lavorato sodo in una altro settore creativo o per la sua arte, invece di volerlo imitare per il gusto di trovarsi davanti un prodotto bello ma simile. Io credo che funzioni per molti. Molte persone, che si reputano creative, hanno bisogno di approfondire invece di fare i saltimbanco. Ma questo non accade subito, se no  avete le idee chiare fin da ragazzine. Io ho impiegato un bel pezzo prima di trovare la mia prima rana gialla. Ma se ci penso bene tutte le persone creative che stimo davvero hanno fatto questo passo. E quando penso a loro vedo con chiarezza nelle cose che realizzano, il percorso e il frutto della loro ricerca.

Penso che mi sia successo questo con i fiori di carta e gli origami. Ho iniziato con un elemento l’anno scorso, ho imparato qualche figura origami a cui mi sono appassionata. Ho inventato, ho provato, ho continuato ad insistere e a giocare con le forme, le ho avvicinate, le ho mescolate e ho aggiunto altri elementi. Poi chiudendo gli occhi ho visto i fiori tropicali che vedete oggi. E chissà ancora cosa c’è oltre.

E voi? Cosa vi appassiona?  Per quale rana volete essere riconosciuti da lontano? O si tratta di un… leone marino?? Avete già iniziato ad approfondire? La vostra rana gialla è già orgogliosa di voi?  

Se parteciperete mai ad uno dei miei workshop sappiate che io sono così. Mentre facciamo un lavoro, nascono nuove cose anche dagli errori e insieme ci si stupisce e si approfondisce partendo da un punto. Di solito nasce un sorriso sulla faccia di entrambi. Sarà bello. Anche se il mio d’ora in poi assomiglierà di più a quello di una rana gialla nella vostra immaginazione. :)

 

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[Sono nate dalle mie mani, condividetele con cura se vi va, ma citando chi le ha fatte per benino come si deve :) ]

NB: Al di la di questi spunti, posso realizzarne una per te proprio come ti piace e consigliarti il luogo e il colore giusto. Contattami via email! Anche per partecipare ad uno dei miei prossimi workshop.

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Un Commento

  1. Pubblicato 3 febbraio 2016 alle 11:30 | Link Permanente

    Molto interessante e veritiero ciò che scrivi. Forse la difficoltà è mettere in pratica, quando si è da soli si fa molta fatica, non sono stimolata eppure vorrei fare qualcosa di più specifico. Capire cosa mi piace e provarlo, riprovarlo fino a che qualcosa di buono ne esce. Un grande abbraccio.

2 Trackbacks

  1. […] Vi ricordate cosa penso sul fatto di esaltare la massimo quello che ci appassiona e alimentare la propria ricerca creativa cercando modi nuovi di utilizzare le cose che si sanno fare partendo da un punto? (ne avevo parlato QUI) […]

  2. […] ispirato ad usare fino in fondo il vostro talento in tanti modi. Io, seguendo il filo della mia teoria “ranesca”, credo che continuerò! ;) Pacca di incoraggiamento?                               […]

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