Una blogger visonaria al convegno Artigiano del XXI secolo.

Vi avviso che stasera sono stanchissima quindi potrei cadere sulla tastiera e lasciare l’impronta di qualche strafalcione! Ops! Ma ci tengo molto a metter nero su bianco le mie impressioni sul convegno a cui ho partecipato oggi (come uditrice pura e semplice… con in mano la mia Nikon e la penna blu). Tre cose: Non sarà un report giornalistico, scusate i termini tecnici, ho colto sentimentalmente alcuni dettagli. :)

Convegno “Artigiano del XXI secolo” tra cultura, tecnologia, new media e manualità, organizzato dalla Regione Toscana con Artex, GarageErasmus, CNA e ConfArtigianato. Si teneva a Villa Fabbricotti, da me ben conosciuta all’età di 17 anni ai primordi di un’acerba esperienza teatrale nella sua magnifica cornice (che stupendi pomeriggi di ricerca dell’anima in quelle stanze! Da quanto tempo non ci torno?). Eppur finalmente qualcosa si muove – mi son detta – Non posso mancare!

Villa Fabbricotti FirenzeVilla Fabbricotti Firenze

Il convegno si è dimostrato coinvolgente e interessante. Pieno di contenuto, di dettaglio, di informazioni preziose, di esempi molto belli e ben esposti. Il che lo rende eccellente traccia di innovazione. Sopratutto per chi è rimasto all’artigianato 1.0. Sopratutto perchè questa volta è un presidio delle Istutuzioni!

L’evento rispondeva senz’altro all’esigenza dell’artigianato artistico e tradizionale, di crescere o di sopravvivere. E’ stato lanciato un chiaro appello ad uscire dalla bottega e conoscere le opportunità e le strategie di rilancio offerte dal web. Condividere la propria storia artigiana, la propria conoscenza, il processo di produzione artigianale, per dare al prodotto il fascino che gli è stato sottratto. Tutto questo attraverso internet, un buon sito, una blog, i social. A me sembra scontato, però mi devo ricordare di alcune reazioni raccolte durante il giro di visite alle botteghe che ho fatto per la mini giuda in collaborazione come lettrice, con Casafacile. Eh!

La consuente Simona Bonciani ci ha rassicurato sul fatto che il marketing tradizionale è morto (festa grande!) e che la dote del web marketing è una comunicazione condivisa non più controllabile (festa-grandissima!). Ha esposto i motivi e le possibilità date dal web marketing per le aziende di artigianato, illustrando principi generali del marketing e spiegando le possibilità dei social media (blog, siti 2.0, social network, forum ecc). Un intervento, che voleva essere formativo, ben riuscito! Ha parlato di Pinterest come stumento adatto a questo settore. Eh Eh! Menomale che le sue slide saranno presto disponibili nel sito dei Toscana Promozione. Con i suoi dinosauri illustrati…l’ho amata fin dal primo momento! :)

Artigiani e web 2.0 Villa Fabbricotti

Convegno Artigianato nel XXI secolo

Il progetto GaragErasmus ha evidenziato lo stato dell’arte: esistono possibilità di condivisione delle competenze artigianali, grazie alla creazione di piattaforme open source che sintetizzano le idee e le tecniche provenienti da più menti, per creare nuove tecnologie e nuovi prodotti. Esistono laboratori partecipati all’estero, e modelli in sperimentazione importabili in Italia, dove è possibile apprendere e usufruire di strumenti digitali per la produzione, anche a distanza. In una parola Codesign.

Così si amplia il concetto di artigiano (con competenze tecnologiche appunto) e di artigianato: si estende alla progettazione, all’industrializzazione rapidissima di pezzi unici, allo start up di un’azienda o di un prodotto e alla sua vendita. La testimonianza del giornalista Simone Cosimi ha sottolineato l’importanza di co-brandig e del crowd foundingparolacce che indicano l’esigenza di mettere insieme le forze e di cercare risorse alla vecchia maniera, anche dai privati, promuovendo con creatività le proprie idee. Ma attraverso Internet.

Francesca Mazzocchi ha raccontato la realtà americana a Bonston dell’Artisan Asilum;  è uno spazio fisico condiviso per chi vuole fare (i maker), anche condividendo competenze tecnologiche messe a disposizione dal progetto. Qui da noi il digital divide culturale è l’ostacolo principale prima di arrivare a simili realtà per le piccole imprese. Una bella notizia è che esiste un recente accordo fra CNA e imprese per tirocini formativi con scopo la digitalizzazione. Credo che al di la degli interventi tradizionali serva qualcosa di molto semplice ai più: provare a far “gli smanettoni” (c’è chi usa ancora questa parola e usiamola va!) e farsi prendere dal fiume, divertirsi. E gli artigiani che lavorano via web che cosa chiedono? Formazione Formazione anche loro, ma sulle competenze amministrative. Le competenze amministrative specifiche della vendita via Web. In tempi rapidi almeno quanto si muove la domanda del mercato via web. (Ahi Ahi!)

 

Villa Fabbricotti Artigianato nel XXI secolo

Poi dulcis in fundo, alcuni casi di eccellenza. Non me ne vogliano gli altri. Mi sono saltate nella macchina fotografica solo tre storie. Particolarmente vicine al mio modo di percepire l’artigianato 2.0, nel modo di presentarsi più che altro. Il moderatore e presentatore delle diverse realtà artigiane che ce l’hanno fatta  era Stefano Micelli, Dovente di Economia e Gestione delle imprese all’Univesità Ca’ Foscari di Venezia e autore del libro Futuro Artigiano – interessante! (qui l’intervista sulle sulle prospettive! Nota bene!!).

Lucia Principe ed Elisa Delogu (a destra) – Pesci pneumatici (…L’atelier è luogo di ricerca di nuovi talenti, ma non solo: dal 2008 è anche laboratorio di progettazione, confezione e vendita di collezioni proprie, ispirate a linee semplici e a concept grafici che lasciano al cliente un ampio spazio creativo nell’ideazione del proprio abito – tratto dalla sezione Atelier). Accattivante sito, si vede che sono anche video-maker :) Progetto contemporaneo nei modi e nei prodotti. Mi piace l’ironia e gli do un autentico WOW!

Marco Gioli (al centro) – Super Duper Hats (…nasce per gioco e per passione, dopo che Ilaria,Veronica e Matteo sono entrati in possesso di una meravigliosa forma in legno, una di quelle per fare cappelli come una volta, rimanendo affascinati ed incuriositi dalla storia racchiusa in quell’oggetto così accuratamente scolpito – tratto da E-Pitti ). Marco è il suo logo vivente (si si è quello qui sopra, da cosa lo avevate capito??) . Niente di più efficace. E la storia del suo brand via web, riflette esattamente quello che si vuole vedere e sapere sul processo artigianale autentico. Tornare indietro e portare il cliente nella bottega, niente di più semplice. Senza temere di rivelare i segreti ai concorrenti perchè è la narrazione della storia e l’effetto alone che si crea intorno al prodotto che lo rende unico e pregiato. Se poi il prodotto è realmente ben fatto ecco il successo!  E’ proprio questo che gli stranieri vogliono vedere, lo constato attraverso Etsy ogni giorno!

Antonio Scribano – Fattelo! – Italianismo volutamente ironico sull’acronimo inglese Do It your Self – Geniale! Non ho le parole giuste ma le hanno trovate loro… guardate il video e andate sul loro sito web. E… e la lampadina sia con voi! ;)

Antonio, Marco, Lucia e Elisa

 

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Ebbene devo confessare però che per me non è stato semplice. In qualche modo ho avuto la sensazione di essere l’abitante poco noto di un pianeta sconosciuto, che guarda dal vetro i visitatori appena approdati sbalordirsi dei segni e dei linguaggi, di ogni traccia del mio habitat naturale, di cui non conoscono bene la forma. E’ colpa mia: non sono un’artigiana, deve essere senz’altro per questo. Non sono neppure un’esperta o un caso studio, è molto probabile che sia questo il motivo. Sono solo una che il pianeta web lo conosce abbastanza bene, e nello stesso tempo ama il lavoro delle mani, anche quello di bottega, che fa cose, ma non ha ancora capito quale sia la porta misteriosa che lega il loro al mio luogo. Esiste un ponte in questa terra di mezzo?

Restano aperte nella mia testa alcune domande che sono ancora abituata a farmi per vizio (vizio duro a morire – povera me!), per quelli in alto in alto, e per quelli che si sono fermati (ancora) al 1.0. Ma lo sanno quanti siamo qui dentro? Hanno mai letto l‘about, il profilo di un artigiano su Etsy o su Ulaola, Minimarket…? Hanno visto quanti negozi (occhio alle parole!) sono nati negli ultimi due anni? Hanno capito che non si tratta esattamente di hobbisti?  Dal punto di vista legislativo non ci sarebbe qualcosa ancora da chiarire qui da noi?  Se qualcuno avesse voglia di darmi una risposta, anche solo una, una riflessione condivisa (appunto, qui siamo) sarei immensamente grata. Non vado spesso ad eventi come questo, ma sopratutto non ci vado passivamente. Oppure oppure… se sapete dove si trova, illuminate la porta segreta :)

 

 al convegno Artigiani nel XXI secolo Firenze

[ Dietro al vetro]

 

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2 Commenti

  1. Pubblicato 15 novembre 2012 alle 16:56 | Link Permanente

    Davvero interessante, peccato che questi eventi non vengano pubblicizzati più di tanto a livello nazionale,da Genova ci avrei messo poco ed avrei partecipato volentieri!
    Grazie per aver condiviso!
    Francesca aka Colorite

  2. ilenia
    Pubblicato 21 novembre 2012 alle 14:53 | Link Permanente

    Credo che questo corso verrà fatto anche ad Arezzo, mi informo se è proprio lo stesso, magari ad alcuni potrebbe interessare, grazie ILe

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